Dai paesi del Golfo 11 miliardi di dollari per l'idrogeno verde
Ghh, in corso un riposizionamento globale nell'energia
L'idrogeno verde piace anche ai Paesi del Golfo, che finora hanno puntato tutto sull'estrazione di greggio e di gas naturale. Secondo gli analisti di Global Hydrogen Hub (Ghh), sommando gli investimenti di Arabia Saudita, Emirati, Oman e Qatar, si ottiene una cifra di oltre 11 miliardi di dollari (9,45 miliardi di euro), superiore ai circa 7 miliardi di dollari (6,01 miliardi di euro) di Giappone e Corea del Sud messi insieme. Fanno meglio l'India, con circa 14 miliardi di dollari (12,03 miliardi di euro), e l'Europa, che supera i 18 miliardi di dollari (15,46 miliardi di euro). Prima per investimenti sull'idrogeno è la Cina, che ha messo sul piatto quasi il doppio rispetto all'Europa, con 34 miliardi di dollari (29,21 miliardi di euro) investiti, seguita a distanza dagli Usa con circa 23 miliardi di dollari (19,76 miliardi di euro). Secondo gli analisti di Ghh "gli investimenti dei paesi del Golfo sull'idrogeno stanno diventando uno strumento importante di strategia economica e influenza geopolitica", su cui si stanno impegnando i fondi sovrani dell'Arabia Saudita, degli Emirati e dell'Oman e del Qatar". Nell'ambito di un riposizionamento globale dell'energia i paesi del Golfo si stanno accreditando all'interno di una "economia mondiale emergente dell'idrogeno", composta da siti produttivi, produzione di elettrolizzatori, campioni energetici nazionali e prospettive di esportazione.
U.Neumann--BlnAP