Confcom, quasi mezzo milione di locali sfitti, piccoli comuni e borghi senza servizi
Nel 2026 il 63,4% dei negozi al dettaglio è in affitto
Nel 2026, solo il 36,6% dei negozi del commercio al dettaglio in Italia è di proprietà. In altri termini, poco più di un esercizio su tre è proprietario dell'immobile nel quale svolge la propria attività, mentre il restante 63,4% opera in locali in affitto. E' quanto emerge da un'analisi di Confcom. "Il dato - osserva la confederazione - evidenzia la limitata diffusione della proprietà immobiliare nel commercio al dettaglio e la conseguente esposizione della maggioranza degli esercizi ai costi di locazione e alle condizioni del mercato immobiliare". Il ricorso agli affitti risulta ancora più diffuso nelle principali realtà urbane, accentuando l'esposizione delle attività commerciali ai costi di locazione: nelle otto grandi città considerate — Roma, Milano, Torino, Napoli, Genova, Palermo, Bologna e Firenze — la quota stimata di esercizi in affitto raggiunge, infatti, il 69,8%, dunque, meno di un negozio su tre in queste città (30,2%) è di proprietà, con una differenza di 6,4 punti percentuali rispetto al dato nazionale. A livello regionale emergono differenze significative. La quota stimata di negozi di proprietà varia dal 31,5% del Lazio al 46,5% della Basilicata, con uno scarto di 15 punti percentuali. Le percentuali più basse, dopo il Lazio, si registrano in Campania (33,2%), Liguria e Toscana (33,6%), mentre le quote più elevate, oltre alla Basilicata, si osservano in Calabria (44,9%) e Molise (43,4%). In nessuna delle regioni considerate, dunque, i negozi di proprietà raggiungono la metà del totale. "Quasi mezzo milione di locali sfitti, piccoli comuni e borghi senza servizi essenziali, come alimentari, edicole e farmacie: è la drammatica fotografia di una desertificazione commerciale che avanza inarrestabile impoverendo le nostre città". E' l'allarme dato dal presidente di Confcom Carlo Sangalli commentando l'analisi realizzata dall'istituto Tagliacarne sui negozi sfitti in Italia presentata oggi. Secondo l'analisi sono 467.103 i locali sfitti in Italia nel 2023. I settori che hanno la maggiore consistenza degli sfitti sono le mercerie (37%), il piccolo commercio alimentare (superiore al 25%), ma anche le panetterie, i fruttivendoli, i negozi di casalinghi. Il disastro è nelle piccole città e nei sobborghi dove il 50,1% dei negozi è sfitto. "Per questo - afferma Sangalli - chiediamo al Governo di destinare adeguate risorse ai Comuni per realizzare piani di sostegno alle economie di prossimità con l'obiettivo di riaprire i locali vuoti, favorire nuove attività e ridare vita alle comunità".
S.Roth--BlnAP