Il motore dei nubrufragi nell'energia accumulata con il caldo
Esperti, più comuni nelle città per il calore emanato da cemento e asfalto
(di Enrica Battifoglia) E' nell'energia che si è accumulata con il calore intenso di due mesi torridi, il motore dei temporali improvvisi e intensi innescati dall'arrivo della prima grande perturbazione di fine estate. Sono fenomeni locali e di breve durata ma capaci di provocare danni importanti, come sta avvenendo in molte località italiane, e che possono essere ulteriormente amplificati dal calore delle città, accumulato più facilmente da cemento e asfalto. Le piogge di questi giorni fanno parte di "una situazione meteorologica relativa alla normale transizione dall'estate all'autunno: è una classica perturbazione di fine estate, nulla di eccezionale, ma avviene in presenza di un prolungato periodo di temperature significativamente sopra la media, che hanno determinato il riscaldamento dell'acqua in superficie nel Mediterraneo e il conseguente accumulo di umidità nell'atmosfera", osserva Dino Zardi, professore di Fisica dell'atmosfera all'Università di Trento. "In presenza di questi ingredienti - prosegue - le perturbazioni in arrivo danno luogo al sollevamento di masse di aria umida e calda, che condensano e precipitano in modo abbondante". Temporali intensi a valle di un'estate caldissima erano attesi anche per Annalisa Bernardino, docente di Fisica dell'atmosfera alla Sapienza Università di Roma: "nell'estate più calda registrata finora è stata immagazzinata nell'atmosfera una quantità di energia molto grande e che deve essere dissipata con fenomeni intesi e rapidi e precipitazione molto forti e localizzate". La massa di aria fredda in arrivo sull'Italia si è scontrata con la massa d'aria asciutta sul Mediterraneo centrale e "lo scontro fra masse d'aria con caratteristiche diverse fa sì che lungo il fronte freddo si manifestino questi fenomeni localizzati e improvvisi, difficili da prevedere", osserva l'esperta. Se le piogge violente arrivano improvvise e spesso durano poco, si deve a una combinazione di fattori, come "lo scontro fra masse d'aria con caratteristiche diverse, le caratteristiche del suolo". Per questo, prosegue Bernardino, i fenomeni temporaleschi possono avvenire in modo intenso nelle città, dove asfalto e cemento rilasciano calore".
Q.Weiss--BlnAP