Roma Jewelry Week: oltre 130 artisti da tutto il mondo per la sesta edizione
Torna a Roma la sesta edizione di Roma Jewelry Week, un evento diffuso che riunisce oltre centotrenta tra maestri orafi, designer e artisti del gioiello contemporaneo da Italia, Messico, Corea, Brasile e altri paesi. La kermesse, ideata da Monica Cecchini, si svolge dal 23 settembre all'11 ottobre in diverse sedi della Capitale, celebrando la cultura del gioiello e il legame tra artigianato e arte.
Si appresta ad aprirsi la sesta edizione di Roma Jewelry Week (RJW), la manifestazione internazionale dedicata alla cultura del gioiello che si terrà nella Capitale dal 23 settembre all'11 ottobre. L'evento, ideato e diretto dall'architetto Monica Cecchini, vedrà la partecipazione di oltre centotrenta tra maestri orafi, jewelry designer e artisti del gioiello contemporaneo provenienti da diverse parti del mondo. Tra i paesi rappresentati figurano Italia, Messico, Corea, Costa Rica, Brasile, Cina, Romania, Bulgaria, Armenia, Thailandia, Iran e Libano.
La kermesse si articola in una serie di esposizioni, incontri, performance e progetti culturali distribuiti in più sedi della città. Il programma inizia con un'anteprima prevista per il 23 settembre a Villa Altieri, prosegue nella galleria Incinque Open Art Monti e culmina con l'evento finale negli ampi spazi espositivi di Santo Spirito in Sassia. Il tema centrale che ruota attorno all'edizione è "La corona dell'ingegno", un concept che esplora il gioiello come racconto della storia dell'arte e della cultura italiana degli ultimi ottant'anni, focalizzandosi sul valore del lavoro e dell'ingegno italiano.
Monica Cecchini sottolinea il legame storico tra la Capitale e l'arte orafa, ricordando l'importanza dell'Università e Nobil Collegio degli Orefici Gioiellieri Argentieri dell'Alma Città di Roma, fondato nel 1509. Secondo la direttrice, questo legame è rimasto solido anche dopo la nascita della Repubblica Italiana nel 1946. Numerose oreficerie romane attive prima del dopoguerra sono ancora oggi fiorenti, come la Gioielleria Ansuini, attiva dal 1860. Cecchini nota come i gioielli del passato raccontassero il potere dei principi e della Chiesa, mentre quelli del dopoguerra siano diventati simboli di un'eleganza democratica e di una creatività che guardava al mondo con occhi nuovi.
Con il boom economico, il gioiello è diventato accessibile all'alta borghesia e veicolo di stile personale. In quegli anni, grandi maison come Buccellati hanno rinnovato le antiche tecniche donando ai metalli una consistenza quasi tessile, mentre case come Bulgari hanno rotto gli schemi con audaci accostamenti cromatici di gemme. È stata inoltre l'epoca dell'apertura di molti atelier e botteghe orafe, destinati a segnare indelebilmente l'identità artistica di Roma e d'Italia. I gioielli raccontano una storia comune, quella di un Paese in cui tecnica, cultura e creatività si incontrano, trasformando il gioiello in un'espressione autentica del Made in Italy.
"Il tema di RJW 2026 nasce proprio da questa idea", conferma Cecchini, spiegando che l'obiettivo è raccontare il gioiello come punto d'incontro tra intelligenze manuali, poetiche e progettuali. Si riproduce così quella straordinaria capacità di connessione che ha reso il genio italiano riconosciuto nel mondo. Il gioiello diventa un'opera narrativa, capace di racchiudere storia dell'arte, cultura, ricerca tecnica e visione contemporanea. Questa eredità continua a vivere anche attraverso gli artisti e gli atelier contemporanei, che reinterpretano tecniche storiche attraverso linguaggi attuali.
Istituito nel 2019, il Premio Incinque Jewels nasce come contest della galleria Incinque Open Art Monti. Nel tempo, questo progetto si è ampliato diventando Roma Jewelry Week, uscendo dallo storico rione del centro storico capitolino e ottenendo il sostegno delle istituzioni: dal patrocinio di Regione Lazio, a quello della Città metropolitana di Roma Capitale – con l'Assessorato Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda – e quello di Confcommercio Federpreziosi Roma e di CNA Roma.
I primi appuntamenti in calendario riguardano l'esposizione "Illustrazione del gioiello" di Barbara Brocchi, illustratrice, graphic e product designer e coordinatrice del corso di design del gioiello presso IED Roma. La mostra inaugura a cura di Monica Cecchini il 23 settembre e rimane aperta fino al 27 presso Villa Altieri. L'apertura ufficiale con una ventina di artisti, i resident di Incinque e i vincitori delle passate edizioni è prevista per il 2 ottobre presso la galleria Incinque Open Art Monti. Sono già confermati in esposizione i due premiati nel 2025, gli orafi Moramarco e Alberto Anderle, oltre ad altri ospiti come il jewelry designer internazionale Alessio Boschi.
Dal grande evento allestito dall'8 all'11 ottobre presso le Corsie Sistine, con oltre un centinaio di artisti da tutto il mondo con le loro creazioni ispirate al tema dell'evento, alle visite esclusive a Domus Bulgari, all'Atelier di Antonio Riva e in altri atelier orafi romani. Tra le novità di quest'anno spicca il progetto Aurea Roma, una capsule dedicata ai maestri orafi e designer romani. In linea con il tema centrale, è stato ideato un progetto interdisciplinare dove ogni orafo realizzerà un gioiello in collaborazione con un artista di un'altra disciplina.
Tra gli artisti coinvolti figurano nomi di rilievo come Pistoletto con Luigina Rech, Paolo Canevari con Paolo Mangano, Tommaso Cascella con Antonio Fontana, Stefania Fabrizi con Massimo Licciardello, Giorgia Errera con Michele Forlenza, Lucamaleonte con Matteo Vitali, Maupal con Glauco Cambi, Luigi Menichelli con Anna Pinzari, Vincenzo Scolamiero con Rossella Ugolini, Claudio Riefoli con Chiara Fenicia, Roberta Vincenzi con Cristiana Perali e Giorgiomaria Cornelio con Emanuele Leonardi. Si potrà inoltre assistere a una mostra realizzata in collaborazione tra l'atelier Percossi Papi e l'artista Emiliano Alfonsi.
Particolarmente ricca è la partecipazione di alcune delle gioiellerie storiche di Roma, tra cui Ansuini, Angieletti e Fanuele. Il calendario include anche simposi con ospiti d'eccezione, dall'artista del cameo Amedeo Scognamiglio – che ha realizzato i gioielli anche per il film "Il diavolo veste Prada 2" – a Giorgio Facchini e Alberto Zorzi. Alcuni incontri saranno dedicati a materiali sperimentali, tecniche particolari e all'uso di materiali innovativi.
Tra gli appuntamenti moderati dalla giornalista Laura Astrologo Porché, fondatrice di Journal des Bijoux e firma di riferimento del settore, sono già in calendario quelli con la gemmologa Loredana Prosperi, con il gemmologo Giampaolo Della Croce – tra i più esperti conoscitori dell'alta gioielleria internazionale – e con Tania Chan, designer di alta gioielleria originaria di Hong Kong e docente presso L’École School of Jewelry Arts, che cura inoltre la direzione creativa per l'osmio, il metallo prezioso più raro al mondo.
Inoltre, è prevista la presentazione del libro di Sofia Gnoli "Archeologia della moda. Heritage, archivi, comunicazione" e un appuntamento particolare con la musica attraverso i Ritratti Musicali del maestro Klaus Bellavitis.
W.Kretschmer--BlnAP